Stratos DB50: il mio viaggio da cardiopalma sulla barca olandese per eccellenza
Salire a bordo dello Stratos DB50 è come salire a bordo di un razzo travestito da yacht: una bestia elegante e inarrestabile che ruggisce con la spavalderia olandese. Questo 50 piedi, appena uscito dai migliori cantieri navali olandesi e presentato nel mezzo del fermento elettrico del boot Düsseldorf 2024, non è solo una barca; è un’avventura adrenalinica che ti prende per l’anima e non ti lascia più. Realizzato da Stratos Yachts con una mentalità senza limiti, il suo scafo in vetroresina e la corona in fibra di carbonio trasudano precisione, mentre ogni centimetro pulsa con la spavalderia di un superyacht. Mentre vagavo sui suoi ponti e mi immergevo nel suo timone, mi sentivo come se fossi inciampato in una pilotina reinventata da un maestro gioielliere: una macchina costruita per dominare le tempeste e rubare il respiro in egual misura. Che io stia inseguendo emozioni forti a 36 nodi o rilassandomi in una baia soleggiata, il DB50 è il mio biglietto per una vita fuori dal comune, una barca da giorno che mi sfida a sognare in grande.
Innamorarsi della grinta e della gloria olandesi
Dal momento in cui ho posato gli occhi sul DB50, ho capito che era qualcosa di speciale. Stratos Yachts, un nuovo e audace player nato nel 2022, ha messo il cuore in questa imbarcazione, incanalando la tradizione marinara dei Paesi Bassi in un’imbarcazione che sembra in grado di superare il vento stesso. Hanno collaborato con gli architetti navali di Sea Level e i maghi del design di Bernd Weel per creare uno yacht che non solo soddisfa gli standard dei superyacht, ma li annienta. Con 15,06 metri di lunghezza, una larghezza di 4,40 metri e un agile pescaggio di 1,28 metri, è abbastanza elegante da infilarsi in calette nascoste ma abbastanza robusto da affrontare gli oceani aperti, guadagnandosi il distintivo CE Classe A come un medaglione da guerriero.
Passando le mani sullo scafo, sono colpito dalla sua solida struttura in vetroresina (GRP) come una roccia, intrecciata con una griglia strutturale così densa che sembra in grado di scrollarsi di dosso una tempesta. La sovrastruttura in carbonio è una meraviglia leggera come una piuma, che mantiene il cuore dello yacht basso e stabile. Solo quel tetto rigido, in lavorazione per un anno, pesa solo 240 chilogrammi, permettendo al DB50 di danzare tra le onde senza perdere un colpo. Con un serbatoio da 1.400 litri che promette un’autonomia di 400 miglia nautiche, riesco già a immaginarmi sfrecciare dalle scogliere di Santorini ai fiordi norvegesi, senza vincoli e inarrestabile. Questo non è solo uno yacht; è una lettera d’amore all’avventura, realizzata con passione e precisione olandesi.
Volare sulle onde: un’emozione senza pari
Salendo a bordo, afferro il timone e sento il mio battito accelerare. Il DB50 è una bestia scatenata, spinta da due Volvo Penta D6-600 IPS: 1.200 cavalli di furia pura che mi lanciano a 36 nodi in un batter d’occhio. A 25 nodi di velocità di crociera, lo yacht fende l’acqua come una lama, con la sua carena a V profonda che traccia una traiettoria così fluida che sembra di volare. L’angolo di deadrise di 24 gradi sullo specchio di poppa, una rarità per le barche IPS, mantiene la navigazione nitidissima, mentre la prua svasata sbatte gli spruzzi come il mantello di un matador. Ho visto filmati di questa cosa che carica tra onde di 4 metri, e scivola come se stesse prendendo in giro la tempesta: asciutta, stabile e completamente al comando.

Gli intercettori Humphree ronzano sotto, inclinando lo scafo per attutire le asperità, mentre un giroscopio Seakeeper blocca il rollio, permettendomi di assaporare ogni momento senza sversamenti. Il joystick IPS e l’elica di prua rendono l’attracco un gioco da ragazzi: sto facendo roteare questa bellezza da 14 tonnellate come un’auto sportiva in un porto turistico. Sistemi ridondanti, dai doppi filtri del carburante ai filtri di riserva, sussurrano rassicurazioni: questo yacht non si arrenderà, non importa quanto lontano mi spinga. Mentre accelero, non posso fare a meno di sorridere: questa non è solo performance; è una storia d’amore con il mare, selvaggia ed esaltante.
Deck che accendono gioia: il mio parco giochi sotto il sole
I ponti del DB50 sono un parco giochi che mi fa battere forte il cuore. A poppa, la piattaforma da bagno H+B Technics scivola verso il basso come una porta segreta, invitandomi a immergere i piedi in acqua o a varare un tender Williams 385 per una rapida corsa a riva. Una passerella idraulica funge anche da scala per l’acqua o da passerella per la banchina, rendendo ogni arrivo un’entrata in grande stile. Sto già immaginando nuotate notturne o un ingresso in banchina in Riviera con stile.
Il pozzetto è il luogo in cui avviene la magia: un palcoscenico sconfinato per festeggiamenti al sole. Un enorme prendisole nasconde quattro nicchie per Seabob e l’accesso alla sala macchine, mentre in alto, l’hardtop in carbonio con doppio tetto apribile si apre verso il cielo, avvolgendomi di calore. Mi sprofondo in sedili su misura con intreccio di carbonio, rilassandomi attorno a un tavolo che si abbassa per formare un lettino prendisole rivolto in avanti, perfetto per sorseggiare cocktail mentre l’orizzonte si confonde. Le finestrature laterali a scafo mi permettono di rubare occhiate al mare a mezz’aria, il cui bagliore è amplificato dai corrimano retroilluminati che pulsano come la luce delle stelle. L’attrezzatura di ormeggio in acciaio inossidabile – passacavi intagliati nelle spalle, verricelli pronti all’uso – sembra fatta apposta per ormeggiare una nave da guerra, eppure è lucidata a specchio.

Al mobile bar, mi sento come un bambino in un negozio di dolciumi. Una griglia Kenyon sfrigola, i cassetti Vitrifrigo mi rinfrescano le bevande e un secchiello per champagne brilla con la sua affascinante retroilluminazione. Cucino, chiacchiero con gli amici in dinette e mi godo il panorama: un momento perfetto. Il timone è il mio centro di comando: quattro sedili personalizzati mi avvolgono saldamente, il trono del capitano rinforzato posiziona timone e manette esattamente dove voglio. Gli schermi Garmin sono sospesi appena sotto la mia linea di vista, fornendomi dati di navigazione con una chiarezza cristallina. Apro il tettuccio apribile anteriore, rivesto l’area con Strataglass per emozioni in qualsiasi condizione atmosferica e mi sento come se stessi pilotando un’astronave, protetto ma libero. A prua, il teak sintetico mi mantiene saldo, i portabicchieri implorano un aperitivo al tramonto e un prendisole sotto un tendalino opzionale urla relax. L’ancora e i passacavi Ultra Marine brillano come gioielli, anche se vorrei che i portelli di prua avessero dei chiavistelli per attenuarne il rumore in mare mosso. Un gavone con ammortizzatori a gas, illuminato e dalle forme morbide, accoglie la mia attrezzatura, rendendo ogni partenza un gioco da ragazzi.
Sottocoperta: la mia accogliente fuga dal mondo
Scivolando sottocoperta, chiudo la porta della cabina e sussulto: il mondo esterno svanisce, avvolto nel silenzio di un silos missilistico. L’interno open space è il mio santuario, un rifugio per quattro che sembra fatto su misura per i miei sogni. Una cuccetta matrimoniale fissa a centro barca invita a sonnellini immediati, il suo morbido materasso è cullato da pareti in pelle e dettagli in carbonio. A prua, un tavolo della dinette si trasforma in un’altra cuccetta, perfetta per gli ospiti o per una cena tranquilla. L’altezza libera raggiunge i 1,95 metri e le finestre a scafo e un lucernario inondano lo spazio di luce, dando la sensazione di un attico galleggiante.
La "cucina" è un gioiello minimalista: un lavandino, un frigorifero a carica dall’alto e un vano portaoggetti mantengono le gite giornaliere sfamate senza rubare spazio. Il bagno privato è una rivelazione: altezza libera, box doccia separato e un WC in fibra di carbonio che è più un’opera d’arte che una funzionalità. Lo spazio per riporre gli oggetti è ovunque: profondi gavoni sotto le cuccette per i Seabob, completi di prese di ricarica e compressore per i paddleboard. Accendo le luci di lettura, regolo il clima tramite touchscreen e mi sprofondo nel letto, sentendomi come un re. Non è progettato per la privacy a lungo termine, ma per brevi pernottamenti in coppia, è pura beatitudine: intimo, lussuoso e pronto per essere personalizzato tramite il configuratore online di Stratos.
Sala macchine: la mia fortezza di potere
Sollevando il portello del pozzetto, vengo accolto da una sala macchine che è più una cattedrale che un ripostiglio: ariosa, illuminata e invitante. Due Volvo Penta D6-600 brillano, con spazio a sufficienza per la manutenzione. Un accesso secondario sotto la dinette mi assicura di non rimanere mai bloccato in mare. Il giroscopio Seakeeper è libero da ostacoli, pronto per una rapida manutenzione, mentre i pannelli trasparenti della sentina mi permettono di controllare ogni sistema. Doppi filtri del carburante, filtri e un generatore da 22 kW ronzano con ridondanza, promettendo affidabilità nelle condizioni più estreme. Un potente gruppo batterie alimenta l’aria condizionata e la stabilizzazione per sette ore senza il generatore, permettendomi di ancorare in silenzio. È un paradiso per gli amanti della tecnologia, costruito per far sì che le mie avventure procedano senza intoppi.
Il mio verdetto: uno yacht che mi ruba il cuore
Lo Stratos DB50 non è solo una barca: è il mio sogno più sfrenato sull’acqua. Stratos si è prefissata di costruire il 50 piedi definitivo, e sono affascinato dalla loro audacia. Da uno scafo che sfida le tempeste a un pozzetto che trasforma ogni uscita in una festa, è un capolavoro di grinta olandese e splendore da superyacht. L’hardtop in carbonio, i sedili su misura e i corrimano luminosi mi fanno sentire come se vivessi in un fantasy fantascientifico, mentre l’anima marina – 24 gradi a V, la magia di Humphree, la calma di Seakeeper – mi permette di inseguire orizzonti senza paura. Certo, c’è una lista dei desideri: chiusure per i portelli di prua, uno scarico per le fuoriuscite di carburante, un accesso più fluido alla cuccetta. Ma questi sono sussurri contro un ruggito di perfezione. Mentre immagino di sfrecciare tra le onde o di rilassarmi in una baia dorata, il DB50 sembra la mia capsula di salvataggio personale: veloce, grintosa e pronta a rendere ogni viaggio un’epopea da batticuore.





